ci hanno vietato le altalene
perché non siamo piccoli abbastanza.
e autunno è il mio colore preferito e autunno è il mio calore preferito: a metà tra tutto e niente, lo sento, posso essere felice. mischio latte e tè in dosi nostalgiche, e guardo il mio corpo aggiustare se stesso nel blu del termometro. come sempre, novembre pretende un maglione di più, rispetto a quelli che indosso, e quest’anno ho comprato un’irrequietezza di taglia più grande, per potermici mettere comoda.
bevo troppo caffè, come sempre, e novembre pretende da me altri metri quadrati di cuore, ma ancora ho sbagliato il lavaggio
: ristretto, macchiato, corretto.
non chiudetemi fuori, vi prego:
non sono grande abbastanza.
ho ancora bisogno di volare senza spostare altrove la mia vita, senza valigie da imbarcare e documenti da mostrare — controllate che il mio nome abbia ancora la mia faccia —, ancora sogno di reggermi forte e ridermi tutto il percorso dal cuore alla gola, con la sciarpa slegata che riga l’ossigeno e i capelli attaccati al burrocacao sulle labbra dal vento, e dalla caduta e dalla salita, le gambe piegate e distese in avanti, i polmoni aperti come finestre d’estate.
(e quando mi do il permesso di venire a pensarti, dammi un bacio al miele di castagno)